L’ABC del Gin

Il Gin è certamente uno dei più noti distillati a livello internazionale, da assaporare puro o all’interno di miscele ricercate, che porta ai tempi odierni una tradizione antica e rimasta immutata per quanto riguarda la produzione e gli ingredienti immancabili nella sua ricetta.

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Oggi si parte alla volta dell’esplorazione di origini e peculiarità del Gin, passando per gli ingredienti fondamentali ai cocktail più celebri, da assaporare in diverse occasioni della giornata.

Le origini del Gin, una ricetta antica

Il Gin nasce come distillato di mosto di cereali fermentati, a cui si aggiunge l’aroma inconfondibile e pungente del ginepro, da cui la bevanda prende il nome. Si narra che i primi sperimentatori di questa miscela siano stati i monaci della Scuola Medica Salernitana, nel tentativo di creare un rimedio in grado di preservare le proprietà mediche del ginepro grazie al processo di distillazione e all’uso dell’alcol.
La ricetta medicale del gin italiano viene nel corso del tempo rivisitata altrove in Europa: dapprima con intenti ancorati al campo della medicina, nei Paesi Bassi, fino ad approdare in Inghilterra, dove la produzione e la diffusione del Gin si ampliano a dismisura e diventano simbolo di eccellenza nell’ambito delle bevande da cocktail. Fin dall’apertura dell’Harry’s Bar, Giuseppe non per nulla ha sempre prediletto il Gin inglese, nello specifico il London Dry.

La ricetta del Gin: il ruolo dei Botanicals

Come anticipato, è il ginepro l’elemento imprescindibile del Gin, sin dalla sua nascita in forma di rimedio medicale, anche se la ricetta del distillato come viene consumato oggi prevede l’utilizzo di ulteriori ingredienti segreti selezionati a discrezione del distillatore. Ciò che accomuna però tutte le ricette è la presenza dei Botanicals: un termine che racchiude al suo interno diverse varietà di piante, spezie e sostanze derivate, che in questo caso vengono messe a macerare alla miscela ottenuta dalla prima distillazione del Gin, in modo da esprimere all’interno del prodotto i loro aromi.
Quali sono i Botanicals più ricorrenti all’interno del Gin? Ogni mastro distillatore ha la sua ricetta segreta, ma non di rado è possibile riconoscere all’interno del distillato note agrumate, semi di cardamomo, radici di angelica, pepe. In tempi più moderni capita sempre più spesso di trovare però Gin arricchiti da Botanicals meno convenzionali, come rose, anice, tè nero, mix di spezie.

MIXOLOGY

Il Gin nei cocktail più celebri

Il Gin è molto apprezzato all’interno di drink e cocktail adatti a diverse occasioni, dall’aperitivo al dopocena. Il drink più famoso a base di Gin servito all’Harry’s Bar e in tutti gli hotel Cipriani è senza dubbio il Dry Martini, che unisce al distillato il liquore Vermouth Dry, la scorza di limone e l’iconica oliva verde.
Tra gli esempi più celebri in cui viene impiegato il Gin, è da ricordare sicuramente il Negroni, che mixa il distillato al liquore Bitter, al Vermouth e alla freschezza dell’arancia, per un drink corposo, ma perfetto per l’aperitivo. E come non menzionare l’immancabile Gin Tonic, che oggi diventa l’occasione per sperimentare numerose varianti che si creano grazie all’abbinamento di Gin e toniche dagli aromi sempre più sorprendenti.

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